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Psicologia ambientale

Alla ricerca del nostro paesaggio terapeutico

Non può essere lo stesso per tutti

Le potenzialità terapeutiche di un ambiente naturale, al di là dei concetti generali universalmente validi già trattati, non possono  essere le stesse per tutti, così come non lo sono per lo stesso individuo in momenti diversi della vita.

In particolare dipendono da quelle che sono, in quel momento le nostre energie mentali e la conseguente capacità di interazione con l’ambiente stesso.

A fine anni ‘90, il dipartimento di Pianificazione del paesaggio dell’Università svedese di scienze dell’agricoltura, ha elaborato, per spiegare questi meccanismi, un modello, denominato Visitor’s Mental Power, schematizzato in una piramide a quattro livelli.

Il livello più basso, è occupato da soggetti con poche risorse mentali,(più stressati, malati, sofferenti) che riescono a tollerare solo ambienti con caratteristiche di scarso coinvolgimento, sia fisico che psichico, in cui si possono fare attività poco impegnative come passeggiare o sedersi lontani da fonti di disturbo.

Il livello superiore è occupato da persone disposte anche ad una contemplazione aperta anche alla curiosità nei confronti dell’ambiente, come il ciclo naturale delle stagioni.

Al terzo livello si trovano quelle persone che hanno ormai recuperato uno stato di salute che gli permette di partecipare emotivamente all’ambiente in cui si trovano, hanno bisogno di una quantità minore di spazio personale che può tranquillamente anche essere condiviso con altre persone.

In cima alla piramide ci sono quei soggetti che gradiscono la partecipazione attiva  e la condivisione con gli altri delle attività, anche impegnative, che possono svolgere in quell’ambiente.