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Biofilia e salute pubblica

Aree verdi

Benessere e fattori di disturbo

Il potere rigenerante della natura, dipende dal livello di empatia che ciascuno di noi riesce ad instaurare con lo spazio verde in cui si trova.

Purtroppo possono intervenire vari fattori di disturbo che possono oggettivamente o soggettivamente vanificare il raggiungimento di un adeguato stato di benessere.

Un classico disturbo può essere l’inquinamento acustico, infatti un parco anche molto bello esteticamente, può non creare emozioni se afflitto da rumori innaturali come traffico, cantieri, sirene ecc. Utilizzare artifici come l’ascolto di musica con auricolari, può da una parte aiutare anche se crea un rapporto “filtrato” nascondendo anche i suoni della natura, che va ad attenuare il nostro coinvolgimento personale.

Altri fattori di disturbo che possono essere estremamente eterogenei, sono quelli visivi, come tralicci, antenne, cartelli pubblicitari, edifici ecc., oltre a segni di degrado come la presenza di sporcizia e di costruzioni fatiscenti.

Il sovraffollamento stesso è spesso considerato un alto livello di disturbo.

Dal punto di vista del senso dell’olfatto, cattivi odori come di materiali organici marcescenti possono dare l’impressione di stare in un posto malsano.

Infine anche il tatto ha la sua importanza in quanto la presenza di piante spinose o insetti molesti, così come di fango e substrato sporco o instabile, non favorisce il rilassamento e il pieno gradimento dell’ambiente naturale in cui ci troviamo.

In generale, se vengono meno le peculiarità dell’ambiente, il significato intrinseco del luogo e le aspettative di coloro che lo frequentano, si perdono inevitabilmente, i presupposti rigeneranti dello spazio verde.

(tratto da:”la terapia segreta degli alberi” di M. Mencagli e M. Nieri)