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Biofilia e salute pubblica

Fitorisanamento

Tecnologie

FITO-TRASFORMAZIONE:

Le piante , attraverso i loro processi metabolici, liberano a livello radicale enzimi (essudati radicali), che possono modificare e/o degradare gli inquinanti presenti nel suolo.

FITO-ESTRAZIONE:

La pianta assorbe dalle radici, materiali tossici come metalli, metalloidi e radionuclidi e li trasferisce nelle parti aeree, (fusto, foglie).

In questo modo si forma una biomassa, che raccolta può essere smaltita e dalla quale possono essere estratti nuovamente i metalli pesanti e le altre sostanze per essere riutilizzate.

FITO-STABILIZZAZIONE:

la pianta, attraverso le radici produce sostanze capaci di rendere insolubili gli agenti inquinanti presenti nel terreno e di impedirne quindi la dispersione nell’ambiente circostante; questa tecnica è applicabile specialmente a metalli e radionuclidi, per contenerli e isolarli in situ.

FITO-STIMOLAZIONE (DEGRADAZIONE RIZOSFERICA):

Questo processo, richiede che i contaminanti siano a contatto con l’apparato radicale, ed è tipicamente espletato dai microrganismi che vivono nella rizo sfera, che riescono a degradare gli inquinanti organici.

Questo processo può venir espletato anche da alcune piante acquatiche.

FITO-VOLATILIZZAZIONE:

La sostanza contaminante, dopo essere stata degradata dal metabolismo della pianta, viene trasportata nelle foglie e liberata in atmosfera attraverso il processo di traspirazione.

N.B.:

Per queste biotecnologie, quando è possibile, si preferisce utilizzare alberi,  perché:

  • producono grandi biomasse di assorbimento
  • presentano grandi proprietà di tolleranza agli inquinanti
  • tendono ad accumulare inquinanti nelle foglie prima della caduta autunnale e quindi può essere facilmente organizzata la raccolta
  • vivendo a lungo, consentono trattamenti a lungo termine
  • la profondità delle radici consente di trattare aree più estese.

(Nelson Marmiroli, ”Alberi e microrganismi per il disinquinamento ambientale e la produzione di biomasse”)