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Agenti inquinanti

Gli inquinanti di natura fisica

I campi elettromagnetici

Nell’ ambito indoor la mappa degli inquinanti fisici è ancora sottovalutata nel nostro Paese, infatti secondo i dati di Legambiente il 14,73% degli edifici scolastici sorge in prossimità di un ripetitore per telefonia cellulare, il 4,22% è vicino a emittenti radio-televisive, il 3,42% si trova nei pressi di elettrodotti, mentre l’ 1,35% è vicino a radar militari.

Generalmente i campi elettromagnetici sviluppati dalle radiofrequenze  oscillano tra i 10 MHz e i 300 GHz, e tramite l’effetto termico vengono assorbiti dal corpo umano.

Valutare la distanza da cabine di trasformazione, elettrodotti, cavi di alta tensione, apparati industriali e antenne trasmittenti è fondamentale per valutare la presenza del rischio elettromagnetico.

Le esposizioni intense e prolungate possono risultare molto gravi, e purtroppo portare anche a patologie molto serie.

Negli ambienti i campi elettromagnetici sono quelli a bassa frequenza, perciò uffici, laboratori, o comunque qualsiasi ambiente dove siano presenti queste tipologie di apparecchiature è opportuno rispettare alcune norme di buon senso.

Chiaramente dov’ è possibile è importante limitare i tempi di esposizione, nel caso contrario è consigliabile tenersi a dovuta distanza, considerando che le emissioni sono più numerose nelle parti laterali, spegnere sempre le apparecchiature dopo l’uso (non lasciarle in stand-by) e considerare ogni tipo di dispositivo, dal televisore, alla fotocopiatrice, ma anche stampanti, cellulari e tablet.