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Biofilia e salute pubblica

Il fumo nelle scuole

Nonostante i divieti è un problema ancora esistente

La legge 584 dell’ 11 novembre 1975 ha proibito il fumo nelle aule scolastiche, e nel 1995 il divieto è stato esteso anche nei corridoi, segreterie, biblioteche, bagni, e tutti gli altri ambienti presenti negli istituti.

Nonostante queste normative apparentemente intransigenti da qualche anno è ripresa l’abitudine di fumare a scuola, sia da parte degli studenti, ma anche da parte dei docenti.

Oramai tutti sappiamo che il fumo passivo è pericoloso quanto quello inalato, infatti in un ambiente chiuso dove è stato fumato sono presenti circa 4 mila sostanze chimiche sotto forma di particolato e gas.

Tra questi sono presenti nicotina, catrame, idrocarburi aromatici, benzopirene, formaldeide, monossido di carbonio, monossido di azoto, e proprio a causa di queste e altre sostanze secondo la Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro il fumo passivo è una delle principali cause che generano tumori ai non fumatori.

In più aumenta il rischio di malattie ischemiche per gli adulti ed è responsabile di una considerevole quantità di patologie respiratorie infantili come asma, broncopolmonite e otite, senza considerare che questi agenti inquinanti esaltano la tossicità di altri agenti chimici presenti negli ambienti.