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Biofilia e salute pubblica

Perché è cosi difficile il ricambio d’aria nelle scuole

In fin dei conti basterebbe aprire la finestra

Per limitare l’insorgere degli agenti inquinanti nelle scuole basterebbe aprire le finestre e far circolare l’aria, perché allora risulta cosi complicato?

Per poter ovviare ai molti agenti tossici presenti nelle aule servirebbe una ventilazione continua, considerando però che la maggior parte delle scuole si affida alla ventilazione naturale la situazione a questo punto si complica.

I banchi e le sedie nella maggior parte dei casi sono attaccati alle finestre, quindi anche se fossero scorrevoli, in inverno (periodo scolastico) gli studenti si troverebbero attaccati da freddo e vento, e in molti casi anche da polveri sottili (nel caso le scuole si trovino lungo una strada di traffico intenso).

Altro motivo è la dispersione termica, d’inverno il riscaldamento è insufficiente (colpa anche dei tagli del Ministero dell’Istruzione), cosi si arieggia durante l’intervallo per pochi minuti, oppure tra una lezione e l’altra, però in entrambi i casi non è sufficiente, infatti secondo il coefficiente di ricambio l’aria andrebbe rinnovata ogni 15 minuti.

La soluzione può essere inserire dispositivi di ventilazione meccanica, attualmente poco presenti se non come aspiratori nelle mense e nei bagni, e poi troppo onerosa visto il momento in cui sta attraversando la pubblica istruzione, oppure come oramai dico da tanto tempo è l’inserimento di piante benefiche che aiutano a migliorare l’aria e insegnano ai ragazzi una nuova cultura del verde indoor.