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Biofilia e salute pubblica

Quando l’intonaco cade a pezzi

Monitorare gli ambienti e ridurre l’umidità

L’intonaco che si sgretola è un problema che si manifesta in molti edifici, specialmente in quelli di età avanzata.

Questo problema è presente anche nelle scuole, infatti circa il 21% dei bagni, il 20% delle aule, il 23% dei laboratori è attaccato da quello che viene chiamato, il distacco dell’intonaco.

Questo fenomeno oltre ad interessare l’incolumità fisica degli studenti favorisce  l’insorgere di malattie correlate a muffe, umidità e funghi.

Quelle macchie scure e rigonfie non solo sono un problema estetico, ma producono micotossine, sostanze che provocano irritazione a occhi, naso e faringe, che possono causare cefalea, asma, tosse secca e difficoltà di respirazione.

Apparentemente questo problema potrebbe essere irrilevante, ma basta pensare che esistono 400 mila specie di muffe, appartenenti ai funghi, che si sviluppano ad una temperatura tra i 18° e 32° con tasso di umidità di almeno il 60%, quindi in cucine, bagni, ripostigli trovano il loro habitat naturale.

Le spore fungine (grandi circa 10 micro) possono raggiungere grandi distanze, anche in virtù delle correnti d’aria, e molte specie (Alternaria , Cladiosporium, Rhizopus) sono presenti tutto l’anno.

Possiamo eliminarle cambiando regolarmente l’aria, togliendo le infiltrazioni d’aria, pulire frequentemente i condizionatori e mantenere un tasso di umidità dei vostri ambienti indoor sotto il 55%.